“Da Lisetta alle Ande” di Francesco Birardi, il viaggio nel 1979

“Da Lisetta alle Ande” di Francesco Birardi è in uscita in libreria e su tutte le piattaforme in questi giorni. Tutto è nato dal diario di viaggio scritto in presa diretta dall’autore nel 1979 che noi di Ti Ricordi abbiamo trasformato e rielaborato, insieme a lui. Il risultato è un racconto coinvolgente che in ogni pagina ci ricorda che cosa significa viaggiare: partire da un luogo conosciuto per immergersi in un altrove ignoto.

Da Lisetta alle Ande Francesco Birardi libro copertina

La copertina del libro di Francesco Birardi “Da Lisetta alle Ande”, pubblicato da Ali ribelli.

Nel 1979 il dottor Birardi, fresco di laurea in Medicina e cultore della musica andina, parte da Firenze per raggiungere le Ande peruviane. Ci arriva con un lungo percorso in pullman, con il mitico Greyhound, partendo da New York. Le tappe del viaggio lo portano, di divano in divano, di alberghetto in pensioncina, a Chicago, Cheyenne, Albuquerque, e poi in Messico, Guatemala, Colombia, Ecuador, e infine giunge a Lima.

Da lì cerca un modo per andare nelle Ande a fare il medico, desideroso di non fare il turista, ma di portare aiuto e vivere a stretto contatto con le popolazioni di alta quota.

Dopo vari tentativi, ce la fa, riesce a conoscere i missionari che vivono nell’Apurimac e insieme a un frate raggiunge i villaggi andini.

Se a Lima aveva fatto esperienze bohemienne con i ragazzi della borghesia, a cinquemila metri resta impressionato dalla forza di comunità che vivono, tutto sommato felici, in condizioni estreme. Con spirito etnografico, Birardi scopre e descrive le tradizioni e le credenze millenarie che si celano sotto il velo della religione cattolica.

Grazie ai resoconti dettagliati che Birardi aveva scritto durante tutto il suo viaggio il lettore può immergersi nell’esperienza di viaggio dell’epoca: quando telefonare a casa era costoso e complicato, si comunicava via lettera, per ingannare le attese nelle stazioni del pullman era fondamentale avere un buon libro da leggere o chiacchierare con chi si incontrava. Quando il viaggio non era tutto pianificato e prenotato prima della partenza, ma vissuto giorno per giorno, costruito a seconda degli incontri casuali e le ospitalità ricevute. I cibi locali una scoperta da non recensire, i mercatini pieni di tesori di artigianato o di antichità.

Per farsi un’idea di un posto ci si doveva andare, per orientarsi ci si doveva procurare una mappa cartacea o disegnarla sul diario.

Alcuni luoghi erano già ampiamente snaturati dal turismo, come Cheyenne, nel Wyoming, dove si mette in scena una versione plastificata della vita dei nativi americani, ma si ha l’impressione, leggendo, che la porzione di mondo autentica e non mercificata fosse assai più vasta.

Come tutti i bravi scrittori, Francesco Birardi non ha paura di niente e si mette a nudo nel raccontare i momenti di scoramento, le paure, gli incontri più bizzarri, i sensi di colpa e la meraviglia. Scorrendo le pagine si scopre un personaggio eclettico e geniale – medico, musicista, etnologo autodidatta e gattaro – che scrive e descrive benissimo, con spontaneità e ardore.

Con Ti Ricordi abbiamo lavorato ai diari scritti durante il viaggio per armonizzare il racconto, renderlo fluido e piacevole. Dal presente in presa diretta abbiamo riscritto tutto al passato, consentendo la possibilità di commentare il viaggio, di inserire anticipazioni e raccordi e giocare con il ritmo del racconto.

“Da Lisetta alle Ande” è un libro di avventure, un’istantanea di un mondo che non c’è più, accompagnato dalle splendide fotografie che scattò Birardi all’epoca.

 

 

Apurimac 1979 pastore Da Lisetta alle Ande Francesco Birardi

Un pastore dell’Apurimac, foto di Francesco Birardi (1979)

 

Alvarado Messico 1979

Alvarado – Messico, foto di Francesco Birardi (1979)

 

Francesco Birardi con andini in Perù 1979

L’autore con una famiglia andina, foto francesco Birardi (1979)