Cercatori di antenati: dentro il lavoro del genealogista con Alessandro Lavopa

Molti sono curiosi di ricostruire il proprio albero genealogico, alla ricerca delle origini familiari e delle proprie radici.

La ricostruzione dell’albero genealogico è oggi una pratica diffusa, esistono tanti “genealogisti della domenica” affascinati dalle storie dei propri antenati. Per indagare la propria genealogia, molti iniziano interrogando parenti anziani, consultando registri parrocchiali e civili, e attingendo a portali come Antenati, FamilySearch o Ancestry. La curiosità e la buona volontà tuttavia non sempre sono sufficienti, per questo esistono figure specializzate a cui rivolgersi, come Alessandro Lavopa. Con il suo servizio Storie di famiglia scandaglia gli archivi alla ricerca di nomi, notizie, curiosità e – spesso – sorprese riguardo gli avi dei suoi clienti.

Buongiorno Alessandro, in cosa consiste il tuo servizio?

Mi occupo di ricerche genealogiche e ricostruzione della storia familiare a 360°.

Come hai imparato a farlo?

Col tempo e l’esperienza si impara, continuo ad imparare tante cose e ad aggiornarmi giorno dopo giorno. Sicuramente il mio background formativo e professionale ha svolto un ruolo decisivo e mi ha dato una grossa mano in termini di preparazione: sono infatti laureato in storia e archivistica, e ho lavorato diversi anni presso archivi storici all’estero. Non partivo da zero insomma.

Come è nata la passione per la genealogia?

Sin da piccolo sono appassionato di storia, e la storia familiare è la maniera più bella per approcciarsi alla grande storia.

Alessandro Lavopa genealogista

Alessandro Lavopa mostra il risultato del suo lavoro.

Chi si rivolge a te e perché?

Ho clienti di diversi tipi. Per lo più si tratta di persone curiose che vogliono saperne di più delle proprie origini. Ma non mancano altre casistiche: tante persone mi contattano per fare un regalo speciale, oppure per trovare dei documenti utili a fini amministrativi (successioni, cittadinanze ecc.). Lavoro molto con gli italodiscendenti, specialmente gli italoamericani che mi chiedono di ricostruire la loro storia familiare e di accompagnarli materialmente in tour genealogici sui passi dei loro antenati.

Quali informazioni riesci a trovare oltre a parentele, nomi e date?

Dai documenti storici si possono evincere tante informazioni: le professioni ad esempio, gli indirizzi delle abitazioni, le firme. E ti parlo solo degli atti di stato civile, se allarghiamo la ricerca alla miriade di documenti a disposizione (documenti militari, catasti, atti notarili) le informazioni che possiamo trovare su ciascuno dei nostri avi sono tantissime e di varia natura

Quanto indietro sei riuscito a risalire?

Dipende sempre dalle situazioni, ogni caso è diverso. Un obiettivo ambizioso ma fattibile è la metà del Cinquecento, quando si iniziano a tenere i registri parrocchiali con la registrazione di battesimi e matrimoni. Ma non sempre è possibile arrivare così lontano.

La sorpresa più strabiliante?

Ci sono sempre sorprese – piccole o grandi – quando porti avanti una ricerca genealogica. Te ne cito una che mi ricorda i miei primi passi alla scoperta della storia della mia famiglia: la prima volta che misi piede in un archivio parrocchiale scoprii che un mio avo era straniero (un ungherese a quanto pare, di probabili origini ebraiche, arrivato in Italia nella seconda metà del Settecento).

In senso lato ti direi che la sorpresa costante è scoprire che ognuno di noi sa poco o nulla sulla propria storia familiare, e quel poco che crede di sapere spesso è molto lontano dalla realtà. Esagerando (ma non troppo) dico sempre: “Tutto ciò che credi di sapere sui tuoi antenati è falso… o quanto meno impreciso” (ne parlo qui). Ogni storia va verificata e provata tramite il ritrovamento e lo studio dei documenti storici, il resto sono spesso chiacchiere senza fondamento. E sapessi quante chiacchiere si raccontano in ambito pseudo-genealogico!