Anniversario di un’associazione: i quarant’anni del Gruppo Donne di Ponte San Nicolò (PD)

Per celebrare il quarantennale della fondazione, l’associazione Gruppo Donne di Ponte San Nicolò ha realizzato un libro con Ti Ricordi.

Il libro ripercorre la storia dell’associazione, fondata nel 1985, nel paese alle porte di Padova da un gruppo di donne desiderose di incontrarsi e impegnarsi al di fuori degli impegni familiari e lavorativi.

Dal libro:

Gli inizi

La storia del Gruppo Donne è intrecciata a quella di Ponte San Nicolò sin dai suoi inizi.
Nei vent’anni tra il 1981 e il 2001, il paese vide un forte aumento della popolazione residente e la creazione di nuovi quartieri. Famiglie giovani con bambini piccoli si erano trasferite dalla città e dai comuni limitrofi, attirate dalla possibilità di realizzare il sogno di acquistare casa a prezzi accessibili. Il comune offriva tutti i servizi, le scuole, il verde e la vicinanza con la città nella quale gran parte dei nuovi abitanti lavoravano.

L’arrivo dei nuovi abitanti mutò nel tempo la composizione sociale del paese e creò nuove esigenze. Come quella, sentita da un gruppo di donne poco più che trentenni che si erano trasferite in paese all’inizio degli anni Ottanta, di creare occasioni per passare del tempo fuori casa e concedersi qualche ora lontane dagli impegni familiari.

Il paese era allora governato stabilmente dalla Democrazia Cristiana e aveva una vocazione residenziale, con un’offerta culturale ridotta e pochi spazi aggregativi al di fuori di quelli parrocchiali.
Le prime aderenti al Gruppo erano in gran parte lavoratrici, madri di figli non più infanti, e alcune di loro erano già impegnate in politica, nei sindacati o nel sociale. Alcune si conoscevano già, altre si erano conosciute nella vita quotidiana di quartiere: facendo la spesa, al parco, andando a prendere i figli a scuola e partecipando alle iniziative organizzate dalla biblioteca.
Erano anni in cui le lotte dei movimenti di liberazione della donna avevano ottenuto grandi traguardi in Italia, con la riforma del diritto di famiglia e la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Soprattutto negli ambienti di sinistra si era affermata la necessità delle donne di avere spazi per sé, in cui esprimersi liberamente, confrontarsi e coltivare i propri interessi. Era un periodo in cui le donne si riunivano per parlare di femminismo e di quelli che erano allora i problemi femminili, temi che non venivano a galla facilmente nei contesti familiari e lavorativi.

Nonostante le conquiste sul piano giuridico, la società restava ancora legata ai ruoli tradizionali e per le donne sposate non c’erano tante occasioni di avere una vita sociale al di fuori della cerchia familiare. Gli uomini avevano più possibilità di incontro, legate alla militanza politica o sociale, alla frequentazione del bar o alla passione per lo sport, le donne no. Alle poche opportunità di svago e aggregazione si aggiungeva la condizione economica non di difficoltà, ma di sacrificio e di risparmio tutto volto all’acquisto della casa che accomunava le prime aderenti al gruppo.

Era questo il clima in cui un gruppetto di conoscenti iniziò a incontrarsi nel giugno del 1985 presso la biblioteca comunale di Ponte San Nicolò: un prefabbricato che era anche centro culturale, spazio per le funzioni ecclesiastiche la domenica mattina e sede degli uffici comunali.